Nicola Ielpo

NICOLA IELPO (Rotondella 1936 - Roma 2012)

Direttore della Zecca dello Stato, trasformò l’istituto, fortemente provato dalla cosiddetta «crisi degli spiccioli» del 1975-79, in uno «stabilimento industriale ultramoderno e produttivo», scrive il giornalista Pino Suriano nel volume Il lucano che inventò le 500 lire (Edigrafema, 2018), che racconta la vita dell’ingegnere attraverso i suoi moltissimi viaggi.

Nel 1982, infatti, Ielpo aveva brevettato la moneta da cinquecento lire bimetallica, frutto di uno studio portato avanti da lui e dai suoi collaboratori e divenuta un modello utilizzato da numerosi altri Paesi per ridurre al minimo il rischio di falsificazione. Dal 1990 al 1992 fu presidente della Conferenza Mondiale dei Direttori di Zecca (MDC), animando il gruppo di lavoro internazionale (MDWG, Mint Directors Working Group) che ha avuto il compito di definire la serie unica di monete europee. Eppure, Ielpo è sempre stato fortemente legato alle sue origini lucane e, già prima della sua morte, avvenuta a Roma nel 2012, aveva espresso la volontà di consegnare al Comune di Rotondella la collezione di monete provenienti da più di 50 Paesi da tutto il mondo, raccolte nel corso della sua vita. 

IL LIBRO


Un lucano inventò le 500 lire. Porta il nome di Nicola Ielpo, lucano di Rotondella, il brevetto per la produzione della moneta bimetallica, registrato nel 1982 dalla Zecca italiana. Quell'uomo segnò anche la storia dell'Unione Europea: fu sua l'idea di animare, nel 1991, un gruppo di lavoro che avrebbe deciso forma, peso, materiali e dimensione dell'Euro. Negli anni di attività viaggiò continuamente per tutto il mondo. Nel 2010, quando aveva già lasciato la Zecca, nacque in lui il desiderio di raccontare quei viaggi. L'opera non fu conclusa per la sua morte. Sono i racconti di un uomo che incontra dittatori, principesse, faccendieri, atleti olimpici. Sono gli occhi di un dirigente di successo, con fiuto imprenditoriale, che esporta con intelligenza il brand Italia. Ma il suo è anche lo sguardo di un uomo che si lascia ferire dalla povertà che incontra nel mondo e dal suo contrasto con il lusso degli hotel che lo ospitano. È il mondo dalla prospettiva di un uomo geniale e vincente che è però rimasto umile.